Multe ZTL, esplode il caso: migliaia di verbali potrebbero finire davanti ai giudici

Multe ZTL, esplode il caso: migliaia di verbali potrebbero finire davanti ai giudici

ZTL e multe a rischio annullamento? Il caso che potrebbe riaprire il dibattito sulla validità delle sanzioni

Le multe elevate tramite le telecamere delle Zone a traffico limitato potrebbero finire al centro di un nuovo contenzioso giudiziario. Dopo le numerose pronunce che negli ultimi mesi hanno acceso il dibattito sulla questione degli autovelox, ora l’attenzione si sposta sui sistemi elettronici utilizzati per controllare gli accessi alle ZTL.

Al centro della vicenda c’è un ricorso promosso da un’associazione di consumatori, secondo cui molti dispositivi installati nei Comuni italiani non rispetterebbero quanto previsto dal Codice della strada.

La questione, almeno per il momento, non riguarda una sentenza definitiva che dichiari illegittime tutte le sanzioni. Si tratta piuttosto di una tesi giuridica che punta il dito contro le modalità con cui sarebbero stati autorizzati gli impianti di rilevazione. Una contestazione che potrebbe avere effetti rilevanti qualora trovasse conferma nelle aule di giustizia.

Dopo gli autovelox, sotto esame anche le telecamere delle ZTL

Negli ultimi anni la legittimità degli strumenti automatici utilizzati per accertare le violazioni del Codice della strada è diventata uno dei temi più discussi. Prima gli autovelox, con il dibattito sull’omologazione degli apparecchi, ora le telecamere che monitorano gli ingressi nelle Zone a traffico limitato.

Il nuovo fronte nasce da un ricorso depositato davanti al Giudice di Pace di Milano da Globoconsumatori ODV, associazione che sostiene come i dispositivi impiegati per rilevare gli accessi non autorizzati alle ZTL siano privi della necessaria omologazione ministeriale prevista dalla normativa.

La contestazione riguarda non soltanto Milano, ma potenzialmente qualsiasi Comune italiano che utilizzi sistemi analoghi.

Cosa prevede il Codice della strada

La ricostruzione dell’associazione si fonda principalmente sull’articolo 201, comma 1-bis, lettera G del Codice della strada.

La disposizione stabilisce che la rilevazione automatica degli accessi nelle Zone a traffico limitato, nelle aree pedonali, nelle corsie riservate e in altri spazi soggetti a limitazioni della circolazione possa avvenire esclusivamente mediante dispositivi omologati secondo uno specifico regolamento emanato con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Secondo l’interpretazione proposta da Globoconsumatori, il problema risiederebbe proprio nell’assenza di questo regolamento e dei relativi decreti di omologazione.

In altre parole, se il decreto ministeriale richiesto dalla legge non fosse mai stato emanato, verrebbe meno uno dei presupposti necessari per considerare pienamente valide le rilevazioni effettuate dalle telecamere.

L’altro nodo riguarda i provvedimenti amministrativi

L’associazione richiama anche l’articolo 232 del Codice della strada, che disciplina l’emanazione dei regolamenti previsti dalla normativa.

Secondo questa lettura, quando il Codice demanda al Ministro competente l’adozione di specifiche disposizioni regolamentari, tali atti devono essere formalizzati attraverso un decreto ministeriale e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

Da qui nasce una seconda contestazione.

Molti Comuni, infatti, istituiscono le Zone a traffico limitato attraverso determinazioni dirigenziali o altri provvedimenti amministrativi interni. Per Globoconsumatori questi atti sarebbero sufficienti a delimitare l’area soggetta a limitazioni della circolazione, ma non sostituirebbero gli adempimenti ministeriali previsti dal Codice per l’omologazione dei sistemi di rilevazione automatica.

Il ricorso presentato a Milano

La vicenda è approdata davanti al Giudice di Pace di Milano, dove è stato depositato un ricorso relativo a una sanzione elevata tramite una ZTL cittadina.

Secondo quanto riferito dall’associazione, durante la prima udienza il giudice avrebbe preso atto della questione giuridica sollevata, in particolare del richiamo all’articolo 201 del Codice della strada.

Questo passaggio, tuttavia, non equivale a una decisione nel merito. Il procedimento è ancora in corso e sarà il giudice, al termine dell’istruttoria, a stabilire se le argomentazioni presentate siano fondate oppure no.

Perché la questione potrebbe avere effetti nazionali

L’eventuale accoglimento di questa interpretazione potrebbe produrre conseguenze ben più ampie del singolo caso milanese.

In Italia sono migliaia le telecamere installate per controllare:

  • gli ingressi nelle ZTL;
  • le aree pedonali urbane;
  • le corsie preferenziali;
  • le strade riservate;
  • gli accessi con limitazioni permanenti o temporanee.

Se venisse accertata l’assenza dei requisiti richiesti dalla normativa, numerose sanzioni potrebbero essere oggetto di contestazione da parte degli automobilisti.

Va però ricordato che, allo stato attuale, non esiste alcuna pronuncia della Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale che abbia dichiarato illegittime tutte le telecamere delle ZTL italiane.

Si tratta di una questione ancora aperta, destinata probabilmente a essere chiarita dalla giurisprudenza nei prossimi mesi.

Le multe sono automaticamente nulle? La risposta è no

Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda proprio gli effetti pratici della vicenda.

Le multe non vengono annullate automaticamente.

Ogni verbale conserva infatti la propria efficacia fino a quando non venga eventualmente annullato dall’autorità competente.

Chi ritiene che la propria sanzione presenti profili di illegittimità deve comunque seguire le procedure previste dalla legge.

Come funziona il ricorso contro una multa ZTL

Anche in presenza di contestazioni sull’omologazione delle telecamere, restano validi i termini ordinari per impugnare un verbale.

L’automobilista può scegliere due strade:

  • presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica della multa;
  • rivolgersi al Giudice di Pace entro 30 giorni.

Sarà poi l’autorità competente a valutare caso per caso la fondatezza delle eccezioni sollevate, anche alla luce dell’evoluzione della giurisprudenza.

Una questione destinata a far discutere

Il tema delle sanzioni automatiche continua quindi ad alimentare il confronto tra amministrazioni locali, associazioni dei consumatori ed esperti di diritto della circolazione.

Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente ampliato l’utilizzo dei controlli elettronici per migliorare la sicurezza stradale, ridurre il traffico e limitare gli accessi nelle aree più congestionate delle città. Parallelamente, però, è aumentata anche l’attenzione verso il rispetto delle procedure amministrative richieste dalla normativa.

Proprio su questo equilibrio si giocheranno probabilmente le prossime decisioni dei tribunali.

Per il momento non esiste alcun automatismo che consenta di considerare invalide tutte le sanzioni elevate nelle Zone a traffico limitato. Tuttavia il procedimento avviato a Milano potrebbe rappresentare un precedente importante, soprattutto se altri giudici dovessero condividere la stessa interpretazione del Codice della strada.

Gli automobilisti interessati dovranno quindi seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, evitando però di dare per scontato che ogni multa ricevuta tramite una telecamera ZTL sia destinata a essere cancellata. Come spesso accade nel diritto amministrativo, sarà la giurisprudenza a definire l’effettiva portata della norma e a stabilire se le contestazioni oggi avanzate possano tradursi, domani, in un orientamento consolidato.

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