Cinghiali alla scuola Gramsci di Ancona, Enpa e altre associazioni al sindaco: “Recinzioni e gestione dei rifiuti, non uccisioni”.
Il sindaco di Ancona Daniele Silvetti ha firmato un’ordinanza di cattura – e successiva uccisione – dei cinghiali comparsi nei pressi della scuola Gramsci. Una misura che ha immediatamente compatto un fronte di sei organizzazioni animaliste: Balzoo, Enpa, Lav Ancona, Leidaa Ancona, Oipa Ancona e Wwf Ancona hanno scritto congiuntamente al primo cittadino per chiedere un cambio di rotta, definendo il provvedimento “inutile e non risolutivo”.
Perché le catture non risolvono il problema
La posizione delle associazioni si fonda su dati scientifici consolidati: rimuovere e uccidere esemplari di cinghiale libera spazio ecologico che viene rapidamente occupato da altri individui. Il risultato è una catena di interventi ripetuti che non incide sulle cause della presenza degli animali in aree urbane e scolastiche.
Le soluzioni proposte
Le organizzazioni indicano un percorso alternativo basato sulla prevenzione: strumenti di dissuasione, una gestione ottimale dei rifiuti, la realizzazione di recinzioni specifiche e una corretta manutenzione del verde. Misure già proposte in passato, sottolineano le associazioni, ma finora sistematicamente ignorate dall’amministrazione “con una scusa o l’altra”.
“Si mette in scena un ennesimo intervento di rimozione – si legge nel comunicato congiunto – condannando a morte animali selvatici per responsabilità umane e facendo credere alle persone che sia un modo efficace di risolvere una presunta criticità”.
L’appello al sindaco
Le sei organizzazioni chiedono al sindaco Silvetti di scegliere interventi “forse un po’ più costosi e complessi, ma risolutivi e rispettosi degli animali selvatici — e dei cittadini”. Un approccio che, a differenza delle uccisioni periodiche, punta a eliminare le cause del problema invece di gestirne le conseguenze.