Si è chiuso da pochi giorni, il 14 agosto scorso, l’avviso n. 7 del 18 giugno 2026 finalizzato all’individuazione di soggetti privati, singoli o associati, ai sensi dell’art. 134, c. 2, del d.lgs. n. 36/23 per l’attivazione del partenariato speciale pubblico-privato finalizzato alla gestione del comparto produttivo nei siti afferenti all’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este.
Ora si attende l’apertura delle buste e l’esame delle proposte giunte al Ministero, per assistere poi a un progetto che sulla carta si pone come innovativo quanto ambizioso: la valorizzazione dell’uliveto di Villa Adriana, con quasi 3.000 alberi di ulivo che costituiscono patrimonio storico e naturalistico del sito.
Assisteremo dunque, nell’intenzione del legislatore, alla nascita di un partenariato pubblico-privato che avrà lo scopo di portare con sé un progetto di valorizzazione dell’intera area di Tivoli e del comparto territoriale della Regione Lazio. L’iniziativa punta alla creazione di una filiera produttiva territoriale, suddivisa in due lotti, e chiama a raccolta le competenze agricole del territorio, proprio nell’ottica di fondare su obiettivi comuni la collaborazione tra pubblico e privato. Fortemente voluta dal direttore dell’Istituto, la strategia vuole valorizzare le radici paesaggistiche delle Villæ Tiburtine come un unico patrimonio vivo e produttivo e coinvolge l’intero comparto agricolo del sito Unesco, composto da quasi 3.000 alberi.
Il bando prevede l’assegnazione di due lotti distinti. Il primo blocco è incentrato sulla gestione e sulla valorizzazione del patrimonio olivicolo del complesso residenziale, con la messa a sistema di una serie di attività finalizzate alla cura, potatura, salvaguardia e messa a frutto, fino alla produzione di un olio extravergine dalle antiche piante di ulivo del comprensorio. Il secondo lotto comprende la cura del vigneto di Villa d’Este, il Giardino dei semplici al Santuario di Ercole Vincitore, l’apicoltura e un orto storico romano.
Dall’olio al miele: una filiera legata al territorio
La produzione, a marchio dedicato, che dovrebbe derivare dal complesso monumentale storico, non si limiterà all’olio extravergine d’oliva di altissima qualità ricavato da piante secolari, ma abbraccerà derivati naturali come miele, uva ed erbe officinali del territorio. La ricerca del bando era rivolta a operatori economici, enti, fondazioni e soggetti del terzo settore.
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este ha avviato a Tivoli un percorso che tende a unire conservazione, ricerca scientifica e sviluppo economico sostenibile e ha l’obiettivo di trasformare i luoghi della cultura in centri di promozione delle tipicità locali. Le attività che dovranno essere messe in campo permetteranno di coniugare la storia della residenza imperiale romana con la tutela delle tradizioni olivicole e agricole tradizionali. Proprio grazie all’integrazione tra le diverse aree produttive avverrà la riscoperta di antichi saperi agricoli.
La promozione della didattica, della ricerca e della salvaguardia degli ecosistemi, unita alla tutela del patrimonio archeologico, si fonde in questa progettualità con la salvaguardia della biodiversità e la cura del paesaggio. Il grande parco contiguo alle sopravvenienze archeologiche ospita quasi 3.000 esemplari appartenenti a nove differenti cultivar, tra cui spiccano alcune varietà storiche particolarmente rare nel panorama nazionale.
Tra gli alberi più celebri, più amati da ricercatori e archeologi, spicca il cosiddetto “albero bello”, un olivo la cui età è stata stimata a circa seicento anni e che, dagli studi genetici, risulta essere un esemplare unico. Il progetto rappresenta un’importante occasione per sperimentare un’innovativa interazione tra i beni culturali e la filiera agroalimentare locale.
I soggetti selezionati collaboreranno direttamente con le istituzioni per garantire una gestione efficiente e sostenibile delle risorse naturali presenti nei siti. Inoltre, sarà garantita la cura costante del verde. La biodiversità del parco e il secolare “albero bello” interagiranno con l’area archeologica. Il parco di ulivi si estende tra i resti della residenza dell’imperatore Adriano come un autentico monumento naturale e paesaggistico.
Per rimanere informati sulle successive fasi del progetto, insieme a iniziative ed eventi nell’area archeologica, si potrà seguire tutto sul sito web ufficiale: villae.cultura.gov.it.