Affitti Aterp non riscossi, la Corte dei Conti contesta un danno da 4,4 milioni: cosa emerge dall’inchiesta.
Una gestione della morosità ritenuta insufficiente, crediti che nel tempo sarebbero diventati irrecuperabili e un presunto danno alle casse pubbliche quantificato in circa 4 milioni e 400 mila euro. È questo il quadro delineato dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria, che ha notificato un invito a dedurre a nove dirigenti dell’Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica (Aterp) Calabria nell’ambito di un’indagine sulla riscossione dei canoni degli alloggi popolari.
Il procedimento, che rappresenta ancora una fase preliminare dell’azione contabile e non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità, riporta al centro dell’attenzione un tema che riguarda molte amministrazioni pubbliche italiane: la capacità di gestire efficacemente il patrimonio immobiliare e di recuperare i crediti prima che diventino definitivamente inesigibili.
La contestazione della magistratura contabile
Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Corte dei Conti, le verifiche avrebbero evidenziato una gestione non adeguatamente tempestiva delle posizioni debitorie relative agli alloggi di edilizia residenziale pubblica nel distretto di Catanzaro. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è che, nel corso degli anni, non siano state adottate tutte le iniziative necessarie per recuperare gli importi dovuti dagli assegnatari morosi oppure, quando previsto, per procedere alla risoluzione dei contratti e alla restituzione degli immobili.
Proprio questa presunta inerzia avrebbe consentito il decorso dei termini di prescrizione per una parte significativa dei crediti vantati dall’ente, rendendoli ormai definitivamente non recuperabili e determinando il presunto danno erariale contestato ai dirigenti coinvolti.
L’importo complessivo oggetto della contestazione ammonta a circa 4,4 milioni di euro.
Cos’è un invito a dedurre e perché non equivale a una condanna
Dal punto di vista giuridico, l’invito a dedurre rappresenta uno degli strumenti previsti dal procedimento davanti alla Corte dei Conti. Si tratta di un atto con il quale la Procura contabile comunica ai soggetti interessati gli elementi raccolti nel corso delle indagini e concede loro la possibilità di presentare memorie, documentazione e chiarimenti prima dell’eventuale instaurazione del giudizio di responsabilità.
In altre parole, la notifica dell’invito non costituisce una sentenza né un accertamento definitivo. I destinatari possono infatti fornire la propria ricostruzione dei fatti e contestare gli elementi posti alla base delle ipotesi formulate dalla Procura.
Solo al termine di questo percorso la magistratura contabile potrà decidere se archiviare il procedimento oppure promuovere l’azione di responsabilità davanti alla sezione giurisdizionale competente.
Le indagini della Guardia di Finanza
L’attività investigativa è stata delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, che ha svolto un’approfondita istruttoria finalizzata a ricostruire la gestione dei canoni di locazione degli immobili appartenenti all’Aterp Calabria.
Gli investigatori hanno acquisito documentazione amministrativa, raccolto dichiarazioni di persone informate sui fatti e analizzato gli atti relativi alla gestione delle morosità. L’obiettivo era verificare non soltanto l’entità dei crediti maturati, ma anche comprendere se gli uffici avessero attivato nei tempi previsti le procedure amministrative e giudiziarie necessarie al recupero delle somme.
Secondo quanto emerso dall’istruttoria, le contestazioni riguardano differenti livelli di responsabilità amministrativa, attribuiti ai vari dirigenti in relazione ai rispettivi periodi di competenza.
Un patrimonio immobiliare molto esteso
Uno degli elementi che emerge dagli accertamenti riguarda la dimensione del patrimonio immobiliare amministrato dall’Aterp Calabria. Le verifiche hanno infatti interessato una gestione che comprende oltre dodicimila unità abitative, distribuite sul territorio regionale.
Proprio la complessità della struttura organizzativa avrebbe richiesto, secondo gli investigatori, sistemi di monitoraggio costanti e procedure particolarmente rigorose nella gestione dei crediti e delle morosità.
Nel corso delle verifiche sarebbe stata inoltre rilevata, almeno per una parte della documentazione esaminata, l’assenza di una rendicontazione sufficientemente analitica e di procedure ritenute stringenti nella gestione degli immobili pubblici.
Perché la prescrizione dei crediti rappresenta un problema per gli enti pubblici
La vicenda richiama un tema di carattere generale che interessa numerose amministrazioni italiane. Quando un ente pubblico non riesce a recuperare tempestivamente le somme dovute dai propri debitori, il trascorrere del tempo può determinare la prescrizione del credito.
In questi casi il diritto alla riscossione viene meno e l’importo non può più essere recuperato, con una conseguente perdita economica per l’amministrazione.
Per questo motivo gli organismi di controllo contabile dedicano particolare attenzione ai sistemi di gestione delle entrate, verificando che vengano attivate nei tempi previsti tutte le procedure amministrative e giudiziarie necessarie a tutelare il patrimonio pubblico.
Naturalmente ogni situazione presenta caratteristiche differenti: la presenza di difficoltà economiche degli assegnatari, contenziosi pendenti, problematiche sociali o procedurali può incidere sulla concreta possibilità di recuperare i canoni non versati. Sarà proprio il procedimento davanti alla Corte dei Conti a valutare se tali circostanze abbiano avuto un’incidenza sulle responsabilità contestate.
La responsabilità amministrativa davanti alla Corte dei Conti
Le indagini della magistratura contabile non riguardano eventuali responsabilità penali, ma la possibile esistenza di un danno erariale, ossia di un pregiudizio economico arrecato al patrimonio pubblico attraverso comportamenti omissivi o contrari ai doveri d’ufficio.
Affinché possa essere pronunciata una condanna risarcitoria, la Corte dei Conti dovrà verificare diversi elementi, tra cui l’esistenza del danno, il rapporto causale tra il comportamento contestato e la perdita economica, oltre all’eventuale presenza del dolo o della colpa grave richiesta dalla normativa in materia di responsabilità amministrativa.
Il procedimento appena avviato rappresenta quindi soltanto una delle fasi previste dall’ordinamento contabile.
Le prossime tappe del procedimento
I nove destinatari dell’invito potranno ora esercitare il proprio diritto di difesa presentando osservazioni e documentazione a sostegno delle rispettive posizioni.
Successivamente la Procura regionale della Corte dei Conti valuterà le controdeduzioni ricevute e deciderà se archiviare il fascicolo oppure promuovere l’azione di responsabilità davanti ai giudici contabili.
L’istruttoria è stata coordinata dal pubblico ministero Costantino Nassis, con il supporto investigativo del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro.
Una vicenda che riapre il dibattito sulla gestione del patrimonio pubblico
Al di là delle singole responsabilità che dovranno essere eventualmente accertate nelle sedi competenti, il caso Aterp Calabria riporta l’attenzione su un tema strategico per tutte le amministrazioni pubbliche: la capacità di coniugare la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica con una gestione finanziaria efficiente.
Gli enti che amministrano migliaia di alloggi popolari si trovano infatti a operare in un equilibrio delicato. Da un lato devono garantire il diritto all’abitazione a nuclei familiari spesso in condizioni economiche difficili; dall’altro hanno il dovere di tutelare le risorse pubbliche, evitando che morosità non gestite tempestivamente si trasformino in perdite definitive.
Proprio per questo motivo la gestione dei crediti, il monitoraggio delle posizioni debitorie e l’attivazione delle procedure previste dai regolamenti rappresentano oggi aspetti centrali della buona amministrazione e costituiscono uno degli ambiti maggiormente osservati dagli organi di controllo contabile.