Il Senato dice si al disegno di legge che consente la possibilità di iscrizione al Servizio sanitario nazionale ai cittadini italiani iscritti all’Aire, cioè l’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, e i residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e che non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio. Con 72 voti favorevoli, 3 contrari e 54 astensioni il Ddl n.1730 è stato approvato in via definitiva.
Veloce l’iter della norma
Si conclude positivamente dunque il percorso iniziato il 27 novembre 2025 quando la Camera dei Deputati aveva approvato in prima lettura il disegno di legge A.C. 1042-A con l’obiettivo di estendere l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ai cittadini italiani iscritti all’AIRE e residenti in Paesi extra-UE ed extra-EFTA.
Il testo non ha subito grossi stravolgimenti nel percorso di approvazione e introduce una significativa modifica all’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. La riforma intende porre rimedio all’attuale situazione, in cui l’iscrizione all’AIRE comporta la perdita dell’assistenza sanitaria in Italia, con il rischio di scoraggiare una corretta registrazione dei connazionali all’estero.
Chi sono gli iscritti AIRE
L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, AIRE, è il registro pubblico, istituito con la L. 27.10.1988 n. 470, che raccoglie i dati di tutti i cittadini italiani residenti stabilmente fuori dai confini nazionali per un periodo superiore a dodici mesi. La gestione è affidata ai singoli Comuni italiani, i cui registri confluiscono nel database nazionale gestito dal Ministero dell’Interno. A partire da quest’anno dal 2026, per effetto della L. 19.1.2026 n. 11, l’AIRE è parte integrante dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), istituita con il D.L. 179/2012.
Grazie alla norma appena approvata, gli iscritti all’AIRE residenti in Paesi al di fuori dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo potranno richiedere l’iscrizione a un’ASL italiana durante i periodi di permanenza sul territorio nazionale. L’accesso al SSN sarà tuttavia subordinato al versamento di un contributo annuale fisso pari a 2.000 euro, non frazionabile e suscettibile di aggiornamento sulla base dell’inflazione mediante decreto del Ministero della Salute.
Esenzioni per minori e disabili
La legge contempla specifiche esenzioni a favore dei minorenni e delle persone con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992, a condizione che almeno un genitore o tutore richieda la tessera sanitaria. È inoltre contemplata la possibilità di rinunciare volontariamente alla copertura. È bene chiarire che tuttavia, una successiva iscrizione richiederà il versamento di tutti i contributi annuali non corrisposti nel periodo di rinuncia, maggiorati degli interessi legali. Il mancato pagamento del contributo comporterà l’avvio della procedura di messa in mora, la sospensione dell’accesso alle prestazioni del SSN e l’impossibilità di usufruire di prestazioni programmate a carico del servizio pubblico nazionale.
Il testo interviene anche in via di principio, decretando come, chi decida di vivere all’Estero in maniera stabile e di conseguenza perfezioni la propria iscrizione all’Aire non perde i propri diritti. Anche questi connazionali saranno infatti iscritti al Ssn, seppure l’effettivo rilascio della tessera sanitaria sarà subordinato alla verifica della posizione contributiva e fiscale del cittadino. Dal punto di vista economico, la riforma è secondo le dichiarazioni ufficiali a ‘costo zero’ per le casse pubbliche, e si vanta di promuove “un modello di corresponsabilità sostenibile che non grava sul bilancio statale e non comporta oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.
I contributi versati
I contributi versati dai connazionali, saranno completamente tracciabili, gestiti tramite piattaforme digitali e andranno a rimpinguare direttamente le tesorerie delle singole sanità regionali di riferimento del cittadino e le ASL/AUSL competenti, garantendo che ogni risorsa sostenga la copertura dei costi reali delle prestazioni erogate”.
La normativa appena varata prevede anche delle procedure di adesione semplificate e l’istituzione di sportelli informativi dedicati Aire-Asl. In programma anche lo sviluppo di una piattaforma digitale che permetterà l’incrocio dei dati in tempo reale tra i registri anagrafici e i sistemi sanitari regionali. Il ministero della Salute e il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale provvederanno a sottoscrivere degli accordi mirati a gestire al meglio la fase di avvio del nuovo sistema.
Una novità che interessa molti italiani
L’impatto della norma non è comunque di piccole dimensioni. Secondo i dati del Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2025, gli iscritti all’AIRE – Anagrafe Italiani Residenti all’Estero – erano 6.412.752. Solo nell’anno del Rapporto, il 2025, si sono contati oltre 278 mila nuove iscrizioni all’AIRE, mentre in vent’anni, dal 2006 il numero di italiani all’estero è più che raddoppiato facendo registrare un +106,4%.
Sempre rispetto a quanto riportato nel rapporto, La destinazione preferita dei nostri connazionali si conferma l’Europa, con il 53,8% degli iscritti all’AIRE (oltre 3,4 milioni). L’America accoglie il 41,1% dei nostri expat, ma di questi solo 490 mila si trovano in Nord America. Le comunità più numerose restano quelle in Argentina con 990 mila unità e Germania con 849 mila presenze.
Il Mezzogiorno è il principale bacino di origine di chi cerca una vita migliore oltre confine, con il 45% degli iscritti all’AIRE. Il Nord Italia rappresenta il 39,2%, mentre il Centro Italia è l’area geografica dalla quale si espatria di meno, con un dato di circa il 15,7%.