A Pantelleria avvistato un “fantasma dal passato”

A Pantelleria avvistato un “fantasma dal passato”

Il nitteride di Tebe a Pantelleria è una scoperta destinata ad arricchire la conoscenza della biodiversità europea. Per la prima volta la presenza di questo rarissimo pipistrello africano, scientificamente denominato Nycteris thebaica, è stata documentata con solide evidenze sul territorio europeo. Il nostro Paese si conferma pertanto culla di biodiversità.

L’unico avvistamento in Europa di questo animale, una nuova specie di pipistrello individuata sul suolo europeo per la prima volta, è il risultato di una ricerca condotta nel Parco Nazionale con il supporto di Istituti tedeschi quali la Alexander von Humboldt Foundation, la Heidehof Stiftung e la Leibniz Foundation Si tratta della Nitteride di Tebe il cui nome scientifico è Nycteris thebaica.

Nitteride di Tebe a Pantelleria: una scoperta unica in Europa

Un ‘fantasma dal passato’ è l’incipit dell’articolo pubblicato in inglese sulla rivista scientifica Global Ecology and Conservation a firma di Danilo Russo, Luca Cistrone, Andrea Biddittu e Mirijam Knornschild. Un testo scientifico di grande valore secondo gli studiosi. I naturalisti segnalano la probabile presenza di due esemplari che interagiscono tra loro, animali fino ad oggi sconosciuti in ambito Europeo, ma ben presenti nel continente africano originario.

L’eccezionale scoperta, che apre nuovi scenari ed aggiunge una nuova specie alla lista della fauna presente sul suolo europeo, è stata effettuata al termine di una campagna di studio ed ascolto sul campo, in vari luoghi dell’isola. Le investigazioni sono state condotte tramite rilevatori ultrasonori calibrati e posizionati in punti strategici durante il periodo di indagine. Questa tecnica di ascolto supportata anche da tecnologie d’avanguardia, ha permesso di individuare l’animale e risolvere così un vero e proprio enigma zoologico che era sorto nella comunità scientifica, legato alla sua presenza o meno sul territorio continentale.

Come è stato individuato il pipistrello “fantasma”

Una campagna scientifica di rilevamenti, raccolta di immagini e suoni, parte dello “Studio della distribuzione ed ecologia dei Chirotteri del Parco Nazionale Isola di Pantelleria – Direttiva Biodiversità 2022–2024” finanziata dal Parco stesso, e seguito dal Biologo dott. Andrea Biddittu. Lo studio si pone nel più vasto ambito del progetto “Studio della distribuzione ed ecologia dei Chirotteri del Parco Nazionale Isola di Pantelleria – Direttiva MASE Biodiversità 2022-2024”, ed è stato supportato anche grazie al premio di ricerca Humboldt della Fondazione Alexander Von Humboldt e al finanziamento della Heidehof Stiftung GmbH e della Fondazione Leibniz (P122/2020).

Un ottimo esempio di collaborazione e stretta sinergia tra equipe di studiosi Europei, con il gruppo di ricerca italiano e quello del Museum für Naturkunde di Berlino.

Nycteris thebaica, il pipistrello quasi impossibile da ascoltare

Nell’articolo scientifico pubblicato sono stati resi noti anche alcuni dettagli che raccontano l’aspetto dell’animale, in termini scientifici la sua morfologia. La sua struttura alare è coerente con un volo lento ed altamente manovrabile in ambienti complessi e con prede che possono essere catturate sia dalle superfici sia in volo. La specie ha mostrato in tutti i contesti una importante tendenza a volare molto vicino al terreno. Altra caratteristica speciale e specifica di questo pipistrello è il bassissimo ‘tono’ della sua voce, visto che produce richiami di ecolocalizzazione a bassissima intensità ed a banda larga, suono molto difficili da rilevare a meno che il pipistrello non voli vicino al microfono.

Tanta pazienza e tanto ascolto sono stati la chiave che ha permesso di risolvere un mistero zoologico vecchio secoli. La risposta è arrivata proprio grazie a un campionamento acustico mirato che è riuscito a registrare i richiami estremamente deboli e ad alta frequenza, invisibili ai monitoraggi convenzionali, del pipistrello “fantasma”.

Una popolazione rimasta nascosta per secoli?

Si tratta del nitteride di Tebe, scientificamente identificato dal nome di Nycteris thebaica, un pipistrello ampiamente diffuso in Africa ma finora mai confermato con certezza in Europa. Nessun esemplare è infatti conservato in museo, nessuna descrizione è stata fatta in precedenza, nessun riferimento a località precise. Solo indicazioni generiche, brevi cenni in alcune monografie di illustri naturalisti dell’Ottocento e del Novecento sulla fauna siciliana. Il nitteride di Tebe in Europa è stato così dimenticato, inghiottito dalle nebbie del tempo. Lo studio sembra aver individuato più di un singolo individuo, ma almeno due, una coppia che vola insieme e che interagisce comunicando. Secondo i ricercatori, potremmo trovarci di fronte ad una piccola popolazione sfuggita per due secoli alle ricerche degli zoologi.

I ricercatori interpretano, inoltre, questa presenza non come una recente colonizzazione legata al cambiamento climatico, ma come una popolazione periferica stabile, rimasta “nascosta” per secoli a causa delle sue caratteristiche biologiche: 1) il volo radente il suolo, 2) i richiami molto deboli, non udibili e 3) le dimensioni ridotte.

Il professor Russo docente anche presso l’Università Federico II di Napoli dalla sua pagina social ha diffuso un pubblico ringraziamento per costante supporto ricevuto dal Parco Isola di Pantelleria indicando il traguardo raggiunto come il risultato di una proficua collaborazione. “Ora le ricerche proseguiranno per comprenderne l’ecologia, il comportamento, e lo stato di conservazione” ha postato.

Pantelleria laboratorio naturale della biodiversità

Lo studio ha ribadito come il nostro Paese si confermi culla di biodiversità, varietà e specie sia vegetali che animali ritagliandosi un ruolo strategico e ambientale alla meravigliosa Isola di Pantelleria, nel Canale di Sicilia. In questo caso l’Isola è un crocevia per le specie nordafricane che si spostano in Europa durante la stagione delle loro migrazioni. Un vero laboratorio a cielo aperto ancora capace di regalare scoperte straordinarie a chi riesce letteralmente ‘a mettersi in ascolto’.

Quella del piccolo pipistrello individuato è una popolazione di ridotte dimensioni e potenzialmente vulnerabile che è necessario mettere in campo azioni per tutelare velocemente. È urgente ora, strutturare dei piani di monitoraggio e protezione ad hoc. La specie potrebbe risentire anche di minacce locali, come gli incendi boschivi e l’elevata presenza di gatti, che potrebbero predare facilmente un pipistrello che vola e si rifugia vicino al suolo che potrebbero metterne a rischio la sopravvivenza.

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