Nuovi OGM, per le associazioni dei consumatori serve chiarezza

Nuovi OGM, per le associazioni dei consumatori serve chiarezza

Le Associazioni dei consumatori chiedono garanzie rispetto agli acquisti di questi prodotti.

L’approvazione della deregolamentazione europea di quelli che sono stati definiti i ‘nuovi’ Ogm è attesa per metà giugno. La revisione in corso della legislazione europea sui sistemi semenzieri si unisce al dibattito sempre più acceso sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), anche in Italia. Uno dei Paesi Europei, il nostro, dove il NO agli ogm è stato più chiaro, da sempre, grazie probabilmente ad una potente e diffusa biodiversità che ha sempre contraddistinto il patrimonio agricolo e vegetale in genere.

Al centro del dibattito proprio le tecniche genomiche ngt o nbt, che nelle norme in via di definizione sarebbero esentate dall’obbligo di etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio. Un paradosso vista la quasi assoluta mancanza di dati a lungo termine su questa tipologia di sementi. Il provvedimento è l’ultimo step di un percorso normativo avviato Nel luglio 2023. In questo frangente la Commissione europea ha proposto nuove norme che avrebbero trattato le piante NGT in modo analogo alle piante convenzionali, sulla base del fatto che potrebbero anche essere presenti in natura o ottenute mediante tecniche di selezione convenzionali. Attualmente nell’UE non esistono colture o animali derivanti esclusivamente da NGT autorizzati per la vendita come alimenti o mangimi.

Al progetto hanno collaborato alcuni scienziati e studiosi che hanno fornito una consulenza scientifica per orientare l’iniziativa politica in corso. Vero è, però, che ogni studio in proposito risulta molto recente e non presenta dati a lungo termine.

I chiarimenti dell’European Food Safety Authority

Nel sito EFSA,  European Food Safety Authority, la Autorità Europea per la sicurezza del cibo riferisce come, dato il rapido sviluppo di nuove tecniche genomiche (NGT) e le loro potenziali applicazioni, vengono regolarmente pubblicati nuovi studi scientifici riguardanti lo sviluppo e la presenza attuale o potenziale sul mercato delle NGT in piante, animali e microrganismi. L’EFSA, ha in capo la responsabilità della valutazione dei rischi potenziali per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente al fine di orientare le decisioni di autorizzazione da parte della Commissione europea e degli Stati membri dell’UE.

Quando avremo, credibilmente, abbastanza dati per valutare la innocuità di questi prodotti? È per questo che le associazioni dei consumatori italiane hanno chiesto, in queste settimane, alla grande distribuzione, di trovare soluzioni per continuare a garantire ai consumatori trasparenza e informazione sui propri acquisti.

Differenze con gli ogm “tradizionali”

A differenza degli ogm “tradizionali”, le Ngt non utilizzano Dna estraneo, ma geni di piante della stessa specie. Per stessa ammissione dell’autority Europea, però, gli studi attuali “possono contenere nuovi dati scientifici e prove rilevanti per la sicurezza, la valutazione del rischio e altre considerazioni formulate dall’EFSA nei suoi pareri scientifici adottati o futuri sulle NGT applicate a piante, microrganismi e animali”.

Allo stato attuale, in linea con le norme proposte, le nuove tecniche genomiche (ngt o nbt), i cosiddetti nuovi ogm, potrebbero finire sulle tavole dei consumatori senza che questi ne abbiano conoscenza, poiché sarebbero trattati come i prodotti da agricoltura convenzionale. Questo varrebbe per tutta la filiera agroalimentare, compresi gli animali. I capi di bestiame, oltre a essere geneticamente modificati loro stessi, potrebbero nutrirsi con mangimi derivati da questi nuovi Ogm senza che il contadino ne abbia evidenza, finendo nella loro alimentazione quotidiana.

Le Ngt, in Italia ribattezzate Tea, Tecnologie di Evoluzione Assistita, racchiudono un insieme di strumenti (per esempio Crispr-Cas9 o la cisgenesi) che consentono di modificare il Dna delle piante in modo molto preciso, introducendo cambiamenti che potrebbero avvenire anche in natura o con il miglioramento genetico tradizionale.

Nuovi OGM, per le associazioni dei consumatori serve chiarezza

Le associazioni italiane dei consumatori hanno scritto alle principali catene della grande distribuzione operanti in Italia per instaurare un dialogo e possibilmente fare fronte comune per ottenere che i prodotti che verranno commercializzati in futuro siano sottoposti alle stesse regole degli ogm tradizionali.

Le realtà firmatarie dell’appello sono ACP-AIACE-SDC, ACU, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Associazione URT, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, iConsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Centro Tutela Consumatori Utenti.

Secondo le opinioni condivise delle associazioni dei consumatori si tratterebbe di un arretramento pari a decenni nel sistema di garanzie costruito a tutela del consumatore europeo. In questo modo verrebbe di fatto annullato il diritto di sapere cosa si mangia e di scegliere consapevolmente.

Le associazioni hanno richiesto un incontro urgente con i vertici della GDO, Coop Italia, Conad, Esselunga, Lidl, Selex, Aspiag, Poli, MPreis Italia, Aldi e Carrefour per discutere le conseguenze dell’approvazione del nuovo regolamento. Obiettivo del confronto sarà anche capire come porre un argine all’immissione nel mercato di questi prodotti in Italia e quali iniziative comuni che possano essere messe in cantiere, unendo domanda e offerta per salvaguardare i diritti dei consumatori. Secondo le associazioni il regolamento risulterebbe del tutto contrario al principio precauzionale riguardo alle conseguenze sulla salute umana e ambientale, vista la mancanza di dati scientifici presenti.

Le nuove tecniche genomiche – new genomic technique, NGT – sono tecniche di selezione che alterano il materiale genetico di piante, animali o microrganismi. Vengono utilizzate per conferire nuovi tratti genetici desiderabili oppure per migliorare o ridurre determinate caratteristiche di un organismo. Sono dette anche tecniche di selezione di precisione, ci si riferisce alle tecniche sviluppate dopo l’adozione della normativa UE sugli organismi geneticamente modificati (OGM) nel 2001. Esse consentono di modificare il DNA in modo più preciso e più rapido rispetto ai metodi di selezione convenzionali o le tecniche genomiche consolidate established genomic technique, EGT – sviluppate prima del 2001.

Le NGT, come le EGT, possono essere utilizzate per ottenere tratti genetici desiderabili come il miglioramento del contenuto nutritivo delle piante o lo sviluppo di colture o animali resistenti a malattie o a condizioni climatiche avverse come la siccità o le inondazioni. Le NGT includono le tecniche di mutagenesi mirata (ad esempio l’editing del genoma) e possono essere utilizzate nella cisgenesi mirata e nell’intragenesi e introducono cambiamenti negli organismi, da quelli minimi a quelli più complessi, aggiungendo, eliminando oppure riorganizzando sezioni di DNA.

Alcune applicazioni della mutagenesi mirata e della cisgenesi comportano modificazioni genetiche che potrebbero essere ottenute anche mediante tecniche di selezione convenzionali, compresa la mutagenesi casuale.  Le norme dell’UE stabiliscono che piante, animali o microrganismi ottenuti con tecnologie genetiche siano valutati in termini di rischio prima della loro commercializzazione nell’UE, ma molti dubbi si aprono su queste tipologie, sui quali si teme un via libera.

Tante le voci che si sono sollevate per chiedere chiarezza e tutela. Altro tema molto dibattuto e strettamente connesso con queste tecnologie genetiche è quello che riguarda la deriva verso una agricoltura sempre più dipendente da sementi brevettate. Si tratta in gran parte, se non in totalità, di sementi sterili che non si riproducono naturalmente e rendono i contadini ‘schiavi’ di un nuovo acquisto ad ogni nuova stagione. Strettamente connesso è anche il tema del Biologico, non solo una politica verde ambientalista ma un valore importate per l’economia ed il tessuto sociale europeo. Valore aggiunto per le società e le economie, importante baluardo della biodiversità, vale a dire della ricchezza e della varietà del patrimonio agroalimentare Italiano e Europeo.

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