L’Europa corre verso il solare

L’Europa corre verso il solare

Ingegneria d’avanguardia e soluzioni innovative per affrontare la crisi energetica e climatica.

Se c’è una cosa che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle in questa estate incandescente appena trascorsa è che nel Mediterraneo farà sempre più caldo, caldissimo. Così mentre i combustibili fossili vedono schizzare il prezzo al barile, le pompe di benzina mostrano prezzi da incubo alcuni Paesi intensificano i propri sforzi verso fondi di energia alternativa, supportati da tecnologie sempre più efficaci e efficienti. Ma c’è qualcuno che sta facendo ancora un passo in più, in parte pensando fuori dagli schemi.

L’esempio della Spagna: il progetto Acuamed

È il caso della Spagna che ha fatto notizia per un’opera ambiziosa che vede in un unico impianto uniti gli sforzi per la decarbonizzazione alla difesa di un altro bene sempre più prezioso, l’oro blu, l’acqua potabile.

Attraverso un piano di investimento pubblico da 600 milioni di euro gestito da Acuamed, il Paese sta integrando parchi fotovoltaici dedicati a 14 impianti di desalinizzazione lungo la costa mediterranea, immaginando una soluzione che prevede un sistema solare galleggiante . Con l’obiettivo dichiarato di raggiungere i 85 MW l’impianto produrrà elettricità e acqua dolce dallo stesso impianto, energia pulita insieme all’acqua desalinizzata.

Il progetto è risultato di uno studio territoriale che ha mostrato come in molti casi la scarsità d’acqua potabile e quella di energia si manifestino nelle stesse regioni, con picchi più gravi negli stessi periodi come quelli di impennata del turismo, con richiesta di energia per rinfrescare le abitazioni e di maggiore acqua per irrigare e per bere e lavare, alla base le stesse cause ed il riscaldamento globale. Da qui il progetto che li affronta come un unico problema a cui dare soluzione anziché come due distinte criticità. Inoltre il processo di desalinizzazione richiede un enorme dispendio energetico e proprio questo costo è ciò che la tiene fuori dai tavoli di progettazione delle zone con maggiore siccità.

Il progetto assicura acqua potabile e per l’agricoltura a oltre 4 milioni di cittadini, sganciando il fabbisogno idrico della regione dai periodi di pioggia e dai bacini in secca. Un tema che non è nuovo per la Spagna che già da sola produce circa il 60% dell’acqua desalinizzata nell’UE. Questo intervento consolida il suo ruolo di modello europeo nel coniugare transizione energetica, resilienza e adattamento climatico.

AlpinSolar: la buona pratica di energia solare svizzera sulla diga del Muttsee

Nel frattempo anche la Svizzera ha unito in un progetto monumentale l’acqua e l’energia solare, ma in una modalità differente. Nel cuore delle Alpi a circa 2.500 metri di altitudine, Europa fisica anche se non politica, una diga alpina è divenuta una monumentale centrale solare verticale.

Il progetto si chiama *AlpinSolar* ed è installato sulla diga del Muttsee

Il Muttsee è un bacino idrico nel Canton Glarona, in Svizzera, con una superficie di 42 ettari. Il bacino genera energia idroelettrica, poichè è utilizzato come serbatoio superiore nella centrale idroelettrica di pompaggio da 1 GW Linth–Limmern Power Stations. In aggiunta l’alta quota di 2,4 km ha consentito il posizionamento e l’efficienza di un parco solare da 2,2 MW di fornire 3,3 GWh all’anno in più della potenza media, anche in inverno. L’effetto virtuoso deriva dall’alta quota che impedisce la formazione di nebbia e quindi la riduzione dell’irragiamento solare e inoltre la neve riflette la luce solare sui pannelli solari. Gli impianti alpini possono avere, dunque, vantaggi importanti:

  • sole diretto
  • meno nebbia
  • temperature più basse, che migliorano il rendimento dei pannelli
  • neve che riflette la luce e aumenta l’irraggiamento disponibile.

I 6.000 pannelli fotovoltaici sono stati installati sulla parete di contenimento del bacino artificiale nel 2021, coprendo circa 10.000 metri quadrati di cemento della diga estendendosi per quasi 1 km. Un luogo che potrebbe essere definito ‘estremo’: neve, freddo, altaquota, montagna. Il risultato è però virtuoso, è un impianto fotovoltaico in quota che può produrre molta più energia durante l’inverno rispetto a un impianto equivalente in pianura.

Crisi energetica: quanto sono replicabili questi progetti?

Naturalmente, non tutti i progetti possono essere replicati ovunque.

Servono valutazioni ambientali, tecniche, paesaggistiche ed economiche serie. Ma l’idea è potente: la diga esisteva già, averla utilizzata per produrre energia solare significa trasformare una superficie tecnica in una risorsa energetica. Non dobbiamo sempre cercare nuove superfici. Riguarda installarli meglio, laddove producano nel momento giusto e valorizzino infrastrutture già esistenti. Dove possono contribuire a coprire i fabbisogni nei mesi più critici. Dove non consumano nuovo suolo inutile. Perché la transizione energetica non riguarda soltanto installare più pannelli ma quali superfici inutilizzate possono iniziare a produrre valore, ad esempio.

Lascia un commento

Inserisci il risultato.