Il futuro di molte economie passa dal caffè

Il futuro di molte economie passa dal caffè

Alla FAO,  presso il FAO MuNE, Food and Agriculture Museum & Network, si è festeggiata la giornata internazionale istituita per questa bevanda, con comunità arrivate da tutto il mondo per raccontarsi.

Nel marzo 2026, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente individuato nel 1° ottobre la Giornata Internazionale del Caffè attraverso la risoluzione A/RES/80/248. La scelta segue l’istituzione di questa data da parte della FAO dove già l scorso anno i membri avevano approvato l’istituzione della Giornata internazionale del caffè proprio in questa data, il 1° ottobre, una giornata che tradizionalmente segna l’inizio, in molte regioni produttrici, del raccolto e che fa da spartiacque con la nuova produzione.

Perché una Giornata internazionale del caffè?

La Giornata internazionale del caffè nell’ottica dei sui promotori, riconosce il contributo vitale di questa produzione che sostiene milioni agricoltori in tutto il mondo fornendogli mezzi di sussistenza. Questo frutto svolge un importante ruolo economico ma anche sociale e culturale nei paesi produttori e consumatori. C’è poi da considerae tutta la catena di generazione di valore legata a questo prodotto che è innanzitutto un prodotto agricolo.

La ricorrenza annuale fornisce una piattaforma per sensibilizzare, condividere conoscenze e promuovere la collaborazione lungo tutta la filiera del caffè, riunendo produttori, governi, comunità, società civile, mondo accademico, organizzazioni internazionali e settore privato.

I dati del mercato mondiale

Per fornire qualche dato di ragionamento il settore del caffè contribuisce alla sussistenza di circa 25 milioni di agricoltori e delle loro famiglie secondo i dati FAO 2024 con una produzione mondiale di caffè ha superato gli 11 milioni di tonnellate nell’anno in esame. Nel 2024, il valore globale della produzione di caffè è stato stimato a 25 miliardi di dollari, mentre il commercio mondiale di caffè ha superato i 34 miliardi di dollari di valore.

Nei Paesi Africani, soprattutto quelli con economie più fragili il caffè rappresenta una vitale fonte di sussistenza e economia, si pensi al dato che vede come i ricavi derivanti dalle esportazioni di caffè superavano le spese di importazione alimentare di Uganda ed Etiopia e rappresentavano circa il 20 percento delle spese di importazione alimentare del Burundi.

Si stima che le piccole aziende agricole rappresentino fino all’80% delle piantagioni di caffè in tutto il mondo impegnate principalmente nella produzione elavorazione delle varietà Arabica e Robusta (canephora) sono le due principali varietà di caffè prodotte e commercializzate in tutto il mondo, con la sola Arabica a rappresentare circa il 60 per cento della produzione globale.

Tra le comunità presenti all’evento in FAO che hanno proposto agli intervenuti diverso assaggi delle migliori produzioni dei loro territori una particolarità è stata rappresentata dal El Salvador che ha presentato una varietà di caffè arabica autoctona sviluppata intorno agli anni ’50, la varietà Pacamara è una delle varietà che più ha entusiasmato gli esperti degustatori del caffè specialty. L’ incrocio di due varietà, Pacas con il chicco sovradimensionato e del Maragogype, genera una pianta con chicchi sovradimensionati e, nelle condizioni giuste, un sapore incredibilmente complesso e stratificato. Appare costantemente ai primi posti nei risultati delle competizioni dell’America Centrale.

il fiore bianco della pianta di caffè
il fiore del caffè

Brasile e Vietnam dominano il mercato in quantità 

Brasile e Vietnam insieme rappresentano quasi il 50% della produzione mondiale di caffè ed ancora questi due Paesi, Brasile, Vietnam, insieme a Colombia, Uganda e Indonesia rappresentano il 70% delle esportazioni mondiali. Sempre Brasile e Vietnam sono anche i principali Paesi esportatori dell’oro nero, mentre l’Unione Europea considerata come un unico mercato e gli Stati Uniti d’America possono essere individuati come i maggiori importatori.

I numeri del consumo globale 

Il consumo mondiale di caffè è cresciuto di quasi il 2% annuo negli ultimi tre decenni, trainato dalla crescente domanda in Asia e Africa. Brasile, Stati Uniti d’America, Unione Europea e Giappone rimangono i maggiori consumatori.I dati di consumo pro capite potrebbero però rappresentare una qualche sorpresa, secondo i dati raccolti dalla International Coffee Organization ( anno riferimento 2022) tra i primi 5 paesi a maggior consumo troviamo:

Al  5° posto le Maldive con 21.8 kg/48 lbs, al 4° il Lussembourgo con 22.2 kg/48.8 lbs che nonostante sia classificato tra i paesi più piccoli del mondoè costellato di decine di eleganti caffè.Sul podio troviamo al 3° posto el pacifico, con 22.3 kg/49 lb, 2° posto il Belize 25.5 kg/56.1 lbs che è anche un paese con una produzione importante e al primo posto un altro Paese produttore, la Central African Republica che più che raddoppia il dato del 2 classificato con 52.1 kg/114.6 lbs

La Giornata internazionale del caffè, onorata lo scorso 1 ottobre 2026, nel quartier generale dell’organizzazione è stata una giornata ludica dedicata al piacere della tazzina durante la quale i  partecipanti sono stati invitati a esplorare il percorso e il patrimonio culturale del caffè. Soprattutto come ripetuto più volte durante gli interventi di tutte le autorità al tavolo dei relatori, è stata dedicata ad ogni vita, braccia, mano che c’è dietro di essa, dal campo al bancone del bar. Un riconoscimento al contributo fondamentale di ogni anello della catena di valore di questa preziosa bevanda, richiamando al contempo l’attenzione sulla necessità di un settore del caffè più sostenibile, resiliente e inclusivo, in particolare per i piccoli agricoltori, ma anche per gli ultimi step della valuechain, come i baristi che la preparano. La celebrazione annuale vuole fornire una piattaforma di scambio e confronto perenne, per aumentare la consapevolezza, condividere conoscenze e promuovere la collaborazione lungo tutta la filiera del caffè, riunendo produttori, governi, comunità, società civile, mondo accademico, organizzazioni internazionali e settore privato.

Lascia un commento

Inserisci il risultato.