Domini Internet sloveni è corsa all’acquisto: l’effetto Super Intelligence

Domini Internet sloveni è corsa all’acquisto: l’effetto Super Intelligence

I domini internet sloveni sono diventati improvvisamente uno degli oggetti più ricercati della nuova speculazione digitale. Al centro della corsa ci sono appena due lettere: .si, il dominio nazionale assegnato alla Slovenia. Un indirizzo nato per identificare la presenza online di aziende, istituzioni e cittadini del Paese balcanico si è trovato, quasi dall’oggi al domani, collegato a una delle più importanti industrie tecnologiche del mondo.

La ragione arriva dagli Stati Uniti. Donald Trump ha deciso di promuovere l’espressione “Super Intelligence” come alternativa ad “Artificial Intelligence”, la formula dalla quale deriva l’ormai universale acronimo AI. Se il nuovo nome riuscisse davvero ad affermarsi, SI potrebbe diventare una sigla riconoscibile nel mercato tecnologico internazionale. Ed è precisamente su questa possibilità che migliaia di persone hanno iniziato a scommettere.

I numeri rendono evidente la portata del fenomeno: nel giro di un mese sono state effettuate decine di migliaia di nuove registrazioni, con un incremento superiore al 2.000 per cento rispetto ai livelli precedenti. Dietro questa impennata c’è però una storia più ampia. Riguarda il valore delle parole nell’economia digitale e la possibilità che persino un dominio nazionale possa trasformarsi, per una fortunata coincidenza linguistica, in una risorsa globale.

Domini internet sloveni: perché è scoppiata la corsa ai .si

Il mercato dei domini internet sloveni non era certo abituato a variazioni di queste dimensioni. A settembre le nuove registrazioni .si sono attestate intorno alle 44 mila, contro meno di duemila nel mese precedente. In una sola giornata, il 30 settembre, ne sono state effettuate circa 11 mila.

La crescita appare ancora più sorprendente se si considera che non è stata provocata da un improvviso sviluppo dell’economia digitale slovena. L’interesse arriva soprattutto dall’estero ed è legato alla possibilità che la combinazione “SI” acquisisca un nuovo significato commerciale.

Trump aveva manifestato pubblicamente la propria insoddisfazione nei confronti della definizione Artificial Intelligence. Secondo il presidente statunitense, la parola “artificial” rischierebbe di suggerire qualcosa di falso o poco autentico, mentre la tecnologia sarebbe ormai sufficientemente avanzata da meritare una denominazione differente.

Dopo aver valutato diverse alternative, la Casa Bianca ha puntato su Super Intelligence. Il 29 settembre la scelta è entrata anche nella comunicazione istituzionale dell’esecutivo federale americano, attraverso un ordine che prescrive l’utilizzo delle espressioni “Super Intelligence” e “SI” in sostituzione di “Artificial Intelligence” e “AI” nelle comunicazioni interessate dal provvedimento.

Super Intelligence trasforma il dominio .si in una scommessa

Da quel momento è partita la corsa. Il ragionamento degli acquirenti è semplice: se SI diventasse nel tempo una sigla associata all’intelligenza artificiale, alcuni indirizzi internet con estensione .si potrebbero acquistare un considerevole valore commerciale.

È il meccanismo tipico della speculazione sui domini. Si acquistano in anticipo combinazioni considerate interessanti, spesso associate a parole comuni, servizi, tecnologie o attività economiche, nella speranza che in futuro aziende e investitori siano disposti a pagare cifre molto superiori al costo iniziale della registrazione.

Un dominio breve e facilmente memorizzabile può infatti essere molto più di un semplice indirizzo web. Può diventare un elemento dell’identità aziendale, facilitare la riconoscibilità di un servizio e contribuire alla costruzione di un marchio.

La domanda fondamentale è quindi una sola: quanto potrebbe valere oggi un buon indirizzo .si se domani Super Intelligence diventasse un’espressione utilizzata in tutto il mondo?

Nessuno conosce la risposta. Ed è precisamente questa incertezza ad alimentare la scommessa.

Il precedente dei domini .ai che ha cambiato Anguilla

Chi sta acquistando domini internet sloveni ha davanti agli occhi un precedente difficile da ignorare. È quello di Anguilla, piccolo territorio britannico d’oltremare nei Caraibi al quale è stata assegnata l’estensione nazionale .ai.

Per anni si è trattato semplicemente di un codice geografico. Poi l’intelligenza artificiale è diventata uno dei settori tecnologici più importanti del pianeta e quelle due lettere hanno acquisito un significato completamente diverso. Startup, sviluppatori e società attive nel settore hanno cominciato a utilizzare .ai per costruire indirizzi immediatamente associabili all’Artificial Intelligence.

Le conseguenze economiche sono state notevoli. Le registrazioni sono passate da circa 144 mila nel 2022 a 354 mila alla fine del 2023. Nello stesso anno il mercato dei domini ha prodotto per il governo locale entrate nell’ordine dei 32 milioni di dollari, una quota superiore al 20 per cento delle entrate complessive.

In altre parole, un codice attribuito per ragioni puramente geografiche si è trasformato in una sorta di materia prima digitale. Anguilla non ha inventato l’intelligenza artificiale e non ospita necessariamente il cuore dell’industria mondiale del settore. Possiede però le due lettere che milioni di persone associano immediatamente a quella tecnologia.

La Slovenia può davvero diventare la nuova Anguilla?

È proprio qui che la storia diventa interessante. In apparenza i due fenomeni sono molto simili, ma esiste una differenza fondamentale.

Quando il dominio .ai ha cominciato a diventare prezioso, l’acronimo AI era già ampiamente consolidato. Artificial Intelligence è un’espressione utilizzata da decenni nella ricerca scientifica, nell’informatica, nelle università e successivamente nell’industria tecnologica.

Il successo commerciale del dominio di Anguilla è quindi arrivato dopo la diffusione dell’acronimo. Nel caso dei domini .si della Slovenia sta accadendo quasi il contrario: gli investitori stanno acquistando gli indirizzi prima di sapere se la nuova sigla riuscirà realmente ad affermarsi.

Super Intelligence nasce infatti da un tentativo di rebranding politico e comunicativo. L’amministrazione americana può imporre determinate scelte linguistiche ai propri apparati, ma non può obbligare l’intera industria tecnologica mondiale, le università, i programmatori o gli utenti a modificare il proprio vocabolario.

E sostituire AI sarà tutt’altro che facile.

Perché sostituire la sigla AI sarà molto complicato

Oggi AI è presente ovunque: nei nomi delle aziende, nei prodotti software, nelle applicazioni, nei corsi universitari, nella ricerca scientifica, nelle normative e soprattutto nel linguaggio quotidiano. È diventata una delle abbreviazioni tecnologiche più riconoscibili al mondo.

Perché SI e Super Intelligence riescano davvero a sostituirla non basta quindi una decisione politica. Servirebbe un’adozione spontanea e progressiva da parte dell’industria e del pubblico.

Proprio per questo l’esplosione delle registrazioni .si non rappresenta ancora la prova che sia nato un nuovo standard linguistico. Mostra piuttosto quanto velocemente i mercati digitali riescano ad anticipare persino la possibilità che uno standard possa nascere.

Gli investitori non stanno acquistando una certezza. Stanno comprando una probabilità.

Domini internet sloveni e rischio di una nuova bolla digitale

La corsa ai domini internet sloveni presenta infatti anche un lato meno spettacolare. Non tutti gli indirizzi registrati in queste settimane diventeranno preziosi e molti potrebbero non trovare mai un compratore.

La disponibilità limitata di un nome non determina automaticamente il suo valore. Un dominio può essere raro, breve e apparentemente interessante, ma vale realmente soltanto quando qualcuno è disposto a pagarlo.

Chi oggi registra numerosi indirizzi .si deve inoltre sostenere i relativi costi di rinnovo nel tempo. Se Super Intelligence non dovesse affermarsi, una parte degli acquisti potrebbe rivelarsi semplicemente una scommessa sbagliata.

Esiste poi il problema dei marchi. Acquistare un indirizzo corrispondente al nome di un’azienda o a un segno già protetto non significa automaticamente poterlo rivendere liberamente al titolare. Le controversie relative alla registrazione abusiva dei domini rappresentano da anni uno degli aspetti più delicati della proprietà digitale.

Il confine tra investimento e cybersquatting può quindi diventare molto sottile.

Quando la geografia digitale vale più di quella reale

Il fenomeno sloveno racconta però soprattutto qualcosa di più profondo sul funzionamento di internet. I domini nazionali furono creati per identificare geograficamente i siti. Nell’economia contemporanea, alcune di quelle sigle hanno progressivamente acquisito significati completamente indipendenti dai territori ai quali erano state assegnate.

È già successo con estensioni diventate appetibili perché coincidono con parole o abbreviazioni internazionali. Il valore non dipende più soltanto dalla popolazione o dalla dimensione economica del Paese, ma anche dalla fortuna linguistica delle lettere assegnate.

La Slovenia potrebbe essersi trovata casualmente nella posizione giusta. Se SI entrasse stabilmente nel vocabolario tecnologico, il Paese disporrebbe di una risorsa digitale la cui domanda potrebbe provenire da tutto il pianeta.

Ma la differenza tra una fortuna inattesa e una gigantesca bolla dipende da qualcosa che nessuno può ancora prevedere: quali parole useremo tra qualche anno per parlare dell’intelligenza artificiale.

La corsa ai domini internet sloveni rivela quanto può valere una parola sul web

Il boom dei domini internet sloveni non è quindi soltanto una curiosità nata da una scelta di Donald Trump. È un piccolo esperimento in tempo reale sul funzionamento dell’economia digitale.

Una decisione linguistica presa a Washington ha generato, quasi immediatamente, migliaia di transazioni relative a una risorsa amministrata dall’altra parte dell’Atlantico. Non è stato necessario costruire una nuova tecnologia, sviluppare un software o fondare un’impresa: è bastato modificare il possibile significato di due lettere.

Se Super Intelligence dovesse scomparire rapidamente dal dibattito, molte delle registrazioni effettuate in queste settimane resteranno probabilmente testimonianza di una breve febbre speculativa. Se invece SI riuscisse a conquistare uno spazio stabile accanto ad AI, la Slovenia potrebbe ritrovarsi proprietaria involontaria di uno degli indirizzi più appetibili della prossima fase tecnologica.

È questo il vero elemento da osservare. Nell’economia digitale anche il linguaggio produce scarsità: una parola, una sigla o due semplici caratteri possono trasformarsi in proprietà contesa. Migliaia di persone hanno deciso di puntare denaro sull’ipotesi che “SI” sia una di quelle combinazioni. Soltanto il tempo dirà se hanno acquistato il prossimo immobile di pregio di internet o soltanto un indirizzo sloveno.

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